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L'arte a Palermo / Art in Palermo
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Progettato dall’architetto Damiani Almeyda, il Teatro Politeama fu realizzato tra il 1867 e il 1874 in stile neoclassico pompeiano. Una quadriga e due geni a cavallo, bronzi di Mario Rutelli, coronano il corpo avanzato frontale del teatro mentre al suo interno ha sede la Civica Galleria d’Arte Moderna. Lo spazio in cui il teatro sorge (Piazza Ruggero Settimo) insieme alla adiacente Piazza Castelnuovo costituisce per i palermitani il centro della città ed è reso particolarmente affascinante anche per la presenza del Palchetto della Musica, di alcune statue di notevole interesse e del Chiosco Ribaudo.
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La Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio o della Martorana fu fondata nel 1143 dall’ammiraglio di Ruggero II, Giorgio d’Antiochia e fu poi accorpata a partire dal XV secolo al monastero benedettino di Eloisa Martorana (da cui il nome). Nel corso del tempo l’edificio ha subito una serie di modifiche e aggiunte che hanno stravolto l’aspetto originario della chiesa; in particolare per ingrandire la chiesa è stata demolita la facciata frontale e successivamente è stato abbattuto l’abside per creare l’attuale presbiterio mentre il campanile, il corpo della chiesa e la cupoletta non hanno subito particolari modifiche.
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Porta Nuova & Porta Felice
Le due maestose porte si ergono sul rettifilo del Cassaro (Corso Vittorio Emanuele) e sono situate in punti simmetricamente opposti. Porta Nuova, costruzione manieristica costituita da due facciate (una rivolta verso la città e l’altra verso il mare) fu realizzata nel 1583 per celebrare le vittorie di Carlo V in Africa e fu ricostruita quasi integralmente nel 1669 da Gaspare Guercio. Porta Felice fu eretta nel 1582 per volere del viceré Marcantonio Colonna in onore della moglie Felice Orsini (da cui la porta prende il nome); parte della costruzione andò distrutta con i bombardamenti della seconda guerra mondiale ma fu poi ricostruita come l’originale.
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Nel punto di incontro tra Via Maqueda e Corso Vittorio Emanuele, le due vie più importanti del centro storico, sorge Piazza Vigilena (dal nome del viceré che la fece costruire) conosciuta anche come Ottangolo, Teatro del Sole o più comunemente Quattro Canti. Progettata da Giulio Lasso nel 1608 la piazza fu poi realizzata negli anni successivi nella sua struttura essenziale anche se alcune decorazioni furono aggiunte in un secondo momento; la piazza, di forma ottagonale, è composta da quattro facciate costituite da balconi, cornici e nicchie suddivise in tre ordini ( nel primo le fontane con le statue delle Quattro Stagioni, nel secondo statue di grandi re spagnoli e nel terzo statue di santi). Nel coronamento si trovano stemmi reali e imperiali.
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Situata a ridosso di Piazza Magione e denominata anche Santissima Trinità, la Chiesa della Magione fu fondata nel 1191 da Matteo Ajello e solo nel 1197 fu ceduta ai Monaci Teutonici, cacciati poi nel XI secolo. Nel 1786 fu dichiarata dal re normanno Ferdinando I commenda dell’ordine costantiniano di San Giorgio. Danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, la chiesa, di origini normanne, oggi è stata restaurata completamente e vi si può facilmente accedere attraverso un portale barocco e un cortile particolarmente suggestivo. Sulla sinistra i resti del chiostro.
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Voluta dall’arcivescovo Gualtiero Offamilio, la Cattedrale fu eretta nel 1184 sotto il regno del re normanno Guglielmo II sul luogo dove sorgeva precedentemente una basilica trasformata in moschea dagli Arabi. Nel corso dei secoli l’edificio ha subito moltissimi cambiamenti tra cui i più radicali tra il 1781 e il 1801 ad opera di Ferdinando Fuga (croce latina, navate laterali, ali del transetto, cupola). La cattedrale inoltre conserva al suo interno le sepolture di Ruggero II, Enrico IV di Svevia, Costanza d'Altavilla e Federico II di Svevia oltre che la cappella di S. Rosalia e un tesoro costituito da numerosi oggetti preziosi.
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La Cappella, divisa in tre navate con forma di basilica e dedicata a San Pietro, fu consacrata nel 1143 dopo 13 anni di lavori (partiti nel 1130, anno dell’incoronazione del re Ruggero II). Ubicata all’interno del Palazzo dei Normanni, essa rappresenta uno dei monumenti più significativi di Palermo. Le pareti, il pavimento, la cupola e le absidi sono completamente ricoperte da mosaici bizantini di bellezza straordinaria; l’immagine più interessante è certamente quella della cupola di forma semisferica (Cristo Pantocrator con gli angeli che lo circondano). Alla cappella è annesso il tesoro, sistemato nella cripta.
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Santuario di Santa Rosalia
Realizzato nel 1625, il Santuario di Santa Rosalia si trova a 429 metri di altezza su Monte Pellegrino ed è costituito da un convento e dalla grotta (profonda 25 metri) in cui furono rinvenute, dopo quattro secoli, le ossa della santa. Secondo la leggenda fu proprio grazie a questo ritrovamento che Palermo fu salvata dalla peste che dilagava nella città. A partire da quel momento il culto della “Santuzza”, diventata patrona di Palermo, si è intensificato manifestandosi in particolare, oltre che con i pellegrinaggi, con il “Festino di Santa Rosalia”, che si tiene ogni anno a metà luglio richiamando una grandissima folla di fedeli o semplici curiosi.
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Progettato dall’ architetto Giovanni Battista Basile, il Teatro Massimo è il principale teatro lirico della città di Palermo oltre che uno dei più grandi d’Europa (7730 mq). La costruzione dell’edificio, in stile neoclassico, fu iniziata da Giovanni Battista Basile nel 1875 e completata dal figlio Ernesto nel 1897; la sua realizzazione, che includeva la costruzione di una piazza intorno alla struttura principale (oggi Piazza Verdi), ha comportato la demolizione di moltissimi edifici barocchi che precedentemente occupavano quello spazio. Chiuso per restauri per 23 anni il teatro fu riaperto nel 1997 grazie all’intervento del sindaco Leoluca Orlando e della giunta comunale.
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Edificato dagli Arabi nel IX secolo, il Palazzo Reale fu trasformato in una splendida reggia dai Normanni che apportarono una serie di modifiche e aggiunte (la Cappella Palatina, la torre…). Sotto il regno di Ruggero II il palazzo divenne sede amministrativa mentre successivamente con Federico II divenne anche il centro culturale del regno normanno. Dopo la fine della dinastia degli Svevi, il palazzo fu abbandonato al degrado e fu ristrutturato soltanto nel XVI secolo dagli spagnoli, che erano nel frattempo penetrati in Sicilia. L’edificio fu modificato adattandosi al gusto architettonico e artistico tipicamente spagnolo e subì ulteriori stravolgimenti con i Borboni. Il Palazzo dei Normanni oggi è sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.
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Realizzata nel 1900 su commissione della famiglia dei Florio, Villa Igea fu progettata dal grande architetto Ernesto Basile. L’edificio, trasformato in albergo di lusso (Grand Hotel Villa Igea), rappresenta uno dei maggiori esempi di Liberty a Palermo ed è reso particolarmente affascinante anche dalla sua ubicazione sul mare e dai giardini con terrazze che lo circondano. Gli interni sono stati sottoposti a modifiche nel corso del tempo ma il Salone Basile si conserva nel suo aspetto originale.

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